F.A.Q.

  • 1
    Che diritti hanno i sottoscrittori della campagna di equity crowdfunding?
    Ogni sottoscrittore diventa socio della società a tutti gli effetti. È tuttavia possibile definire che gli strumenti offerti ai sottoscrittori garantiscano o neghino diritti tipicamente attribuiti ai soci delle società (ad esempio in relazione a diritto di voto, modalità di distribuzione dei dividendi, ecc.).
  • 2
    Quale è la normativa di riferimento dell’equity crowdfunding?
    La normativa ha origine dal decreto crescita 2.0 dl. 179/2012 dove è stato introdotto nel nostro ordinamento l’equity crowdfunding per il collocamento di quote di capitale delle startup innovative andando a modificare il TUF (testo unico della finanza) e delegando Consob a predisporre apposito regolamento. Il 26 giugno 2013 Consob ha predisposto il regolamento 18592 con il quale stabilisce le regole di gestione dei portali e delle offerte oltre che impostare l’apposito albo dei gestori di portali di equity crowdfunding. Successivamente, a sostegno dell’iniziativa, con l’Investment compact Dl. 3/2015 si è incrementata la platea del tipo di società offerenti inserendo: le PMI innovative, i fondi e le holding che investono principalmente in start-up e PMI innovative. È stata anche regolamentato il regime alternativo di intestazione delle quote dematerializzate (ai sensi dell'art 100 ter del TUF ) offerte tramite portali di equity crowdfunding. Il regolamento Consob è stato modificato con la delibera n. 19520 del 24 febbraio 2016 recependo le modifiche predisposte dall’investment compact, modificando ed alleggerendo la disciplina concernente l’obbligo di coinvolgimento di un investitore istituzionale ed introducendo la possibilità, per i portali che dimostrano di avere una struttura adeguata, di eseguire direttamente alcuni adempimenti previsti dalla disciplina MiFID senza rivolgersi ad intermediari autorizzati. Il Regolamento è stato ulteriormente aggiornato il 3 gennaio 2018 con le modifiche apportate dalla delibera n. 20204 del 29 novembre 2017 introducendo la possibilità per i portali di pubblicare offerte anche per PMI non innovative. A scopo informativo, per tutti i dettagli della normativa e dei regolamenti Consob si rimanda al seguente link: http://www.consob.it/web/area-pubblica/equity-crowdfunding
  • 3
    Quali sono i vantaggi fiscali dell’investimento?
    Investire in start-up o PMI innovative è una forma di investimento con interessanti agevolazioni fiscali. PERSONE FISICHE : DETRAZIONE FISCALE del 30% per l’investimento diretto in Start up e Pmi Innovative fino ad un massimo di € 1.000.000 DETRAZIONE FISCALE del 30% per l’investimento indiretto, tramite organismi di investimento collettivo del risparmio (OICR) o altra società di capitali (Holding) che investono prevalentemente in startup o PMI innovative fino ad un massimo di € 1.000.000. La Holding per investire prevalentemente in startup o PMI innovative al 31 Dicembre dell’anno in cui è effettuato l’investimento agevolato deve detenere quote di start-up o PMI innovative, classificate nella categoria delle immobilizzazioni finanziarie, di almeno il 70% del valore complessivo delle immobilizzazioni finanziarie iscritte nel bilancio L’ OICR per investire prevalentemente in startup o PMI innovative Al 31 Dicembre dell’anno in cui è effettuato l’investimento agevolato deve detenere quote di start-up o PMI innovative, almeno il 70% del valore complessivo degli investimenti in strumenti finanziari risultanti dal rendiconto di gestione o dal bilancio chiuso nel corso del periodo d’imposta.
  • 4
    Ho investito in una delle offerte su portali di equity crowdfunding ... e dopo?
    Se siamo diventati soci di una società start-up, PMI o PMI innovativa, possiamo partecipare alla vita societaria esercitando, se previsto, il diritto di voto nelle assemblee o esaminando e approvando i bilanci societari.  Lo statuto della start up innovativa, finché rimane tale e comunque nei successivi tre anni dall’offerta effettuata tramite il portale, deve riconoscere agli investitori, nel caso di cambio di controllo societario, il diritto di recesso o di co-vendita (c.d. tag along), indicandone modalità e condizioni.
  • 5
    Chi è l’investitore crowd?
    Per investitore crowd, si intende una persona fisica o giuridica che ha aderito ad un offerta di equity crowdfunding , sottoscrivendo quote di società ( startup , pmi e pmi innovative) su uno dei portali autorizzati da Consob, ovvero che è interessato a quote di società che hanno effettuato con successo una campagna di raccolta in equity crowdfunding.
  • 6
    Esiste un sistema organizzato ed un mercato regolamentato per scambiare e negoziare le quote sottoscritte tramite una campagna di equity crowdfunding, o uscire dalla società?
    In qualunque momento l’investitore può uscire dalla società, ma al momento non esistono dei mercati regolamentati nei quali poter scambiare questi titoli. Per farlo si deve individuare autonomamente un soggetto terzo disposto a comprare le proprie quote. Essendo la società non quotata questa operazione può essere difficoltosa. La presenza dell’investitore professionale o degli investitori a supporto dell’innovazione potrebbe essere di aiuto per coordinare un’uscita efficace e redditizia per tutti gli investitori. È consigliabile vendere le quote dopo almeno tre anni dalla sottoscrizione dell’offerta per non perdere il vantaggio fiscale acquisito. Crowdtrading è l’unica bacheca elettronica web based che consente di pubblicare e consultare annunci e inserzioni di soggetti privati , (investitori crowd), interessati a manifestare la propria volontà di vendere o acquistare quote di società che hanno effettuato con successo campagne di raccolta in equity crowdfunding.
  • 7
    Quando posso vendere le mie quote dopo averle sottoscritte tramite una piattaforma di equity crowdfunding?
    In qualsiasi momento successivo alla conclusione della campagna, ma è consigliabile vendere le quote dopo almeno tre anni dalla sottoscrizione dell’offerta per non perdere il vantaggio fiscale acquisito.
  • 8
    A chi posso vendere le mie quote?
    Le quote possono essere vendute a chiunque ne sia interessato. Generalmente i soci già presenti nella compagine sociale hanno un diritto di prelazione; nel caso in cui non intendano avvalersi di tale diritto la vendita può essere effettuata a chiunque.